I giardini nascosti di Milano. Parte uno

È il momento di scoprire alcuni dei luoghi meno conosciuti di Milano. Ci soffermeremo sull’opportunità di apprezzare alcuni spazi verdi non molto conosciuti da coloro che non vivono nella capitale del Nord, e in alcuni casi sconosciuti anche ai cittadini stessi di Milano.

Per la nostra prima visita dovremo recarci in via Brera 28, a quest’indirizzo sarà possibile apprezzare l’Orto botanico di Brera, situato all’interno della celebre Accademia delle belle arti. Questo spazio è conosciuto anche con il nome latino di Hortus Botanicus Braidensis. Si tratta di una struttura fatta costruire nel 1774 per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Questa non fu l’unica struttura patrocinata dall’imperatrice, fautrice anche della costruzione del celebre osservatorio astronomico, una delle meraviglie del tempo e tutt’ora un luogo che merita certamente una visita accurata.

Tornando a parlare dell’Orto botanico, si tratta di uno spazio dalle dimensioni davvero limitate, ma caratterizzato da un indescrivibile fascino decadente mescolato ad un aroma romantico racchiuso all’interno di uno dei quartieri storici più celebri della città. L’orto si estende su 5.000 m² che definiscono uno spazio verde ed unica nel centro della città permettendo ai visitatori di apprezzare circa trecento specie differenti di piante. Da molti considerato un vero e proprio museo all’aria aperta, questo orto botanico unico nel suo genere è il modo ideale per avvicinarsi alla natura, anche negli spazi ristretti ed angusti di una metropoli in continuo movimento. L’orto permette ai suoi visitatori di apprezzare colori differenti nel corso di ogni singola stagione, si tratta quindi di uno spazio davvero perfetto per lasciar scorrere l’immaginazione e permettere lezioni didattiche sulla natura nel vero e proprio centro di Milano.

Gli appassionati di botanica saranno felici di poter apprezzare due ginko biloba, si tratta di due tra gli esemplari più antichi presenti nel continente europeo, a questo si affianca un noce del Caucaso e un tiglio dalle dimensioni straordinarie, con un’altezza che tocca quasi 40 metri. La bellezza dell’orto botanico non risiede però semplicemente nelle specie botaniche che lo caratterizzano, seppur di straordinaria bellezza, ma bensì da alcune architetture antiche presenti al suo interno. Per esempio la serra (che secondo gli studi più recenti è stata attribuita a Giuseppe Piermarini), le bellissime aiuole costruite in mattoni che oggi giorno sono state finalmente restaurate e le stupende vasche ellittiche al cui interno è possibile apprezzare ninfe e iris.

Uno spazio verde che racchiude l’essenza della natura selvaggia tra le mura di un luogo storico che ha permesso a questa natura di non scomparire inghiottita dalla fagocitante modernità di una città che tende a divenire sempre più metropoli e sempre meno a misura d’uomo.